{"id":128,"date":"2014-06-10T17:08:07","date_gmt":"2014-06-10T15:08:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.seseditoria.it\/?p=128"},"modified":"2020-06-21T08:58:07","modified_gmt":"2020-06-21T06:58:07","slug":"alla-scoperta-della-storia-ligure-e-siciliana-genova-e-palermo-due-citta-mediterranee-alla-ribalta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.seseditoria.it\/?p=128","title":{"rendered":"Alla scoperta della storia ligure e siciliana: Genova e Palermo due citt\u00e0 mediterranee alla ribalta"},"content":{"rendered":"<p>I due autori, Mirco Oriati e Rossana Rizzuto, sono gi\u00e0 noti, come zelanti ricercatori e seri studiosi, ai lettori del \u201cGazzettino sampierdarenese\u201d per i loro interessanti e stimolanti articoli che con regolarit\u00e0 appaiono sul nostro mensile, ma soprattutto per le loro puntuali indagini e inconsuete notazioni a carattere storico-documentale riguardanti quei rapporti che nel tempo hanno inscindibilmente legato e continuano a legare due citt\u00e0 \u201cmediterranee\u201d come Genova e Palermo e di conseguenza la Liguria (detta dal geografo Eratostene \u201cLigustik\u00e9\u201d a indicare tutta la penisola iberica; terra dei \u201clegumi\u201d secondo Paolo Diacono o in greco dei \u201cLigues\u201d e in latino, per Livio, della \u201cgens antiqua\u201d dei \u201cLigures\u201d o degli \u201cAmbrones\u201d secondo Plutarco) e la Sicilia (\u201cla verde isola Trinacria\u201d di Omero, \u201cTr\u00ecquetra\u201d per i Romani, colonizzata prima \u2013 \u00e8 Tucidide la fonte \u2013 da \u201cSicani, Elimi e Siculi\u201d, invasa poi da \u201cGreci, Cartaginesi, Romani, Vandali, Saraceni, Normanni, Svevi, Spagnoli e altri\u201d) o \u201ctante Sicilie\u201d come annot\u00f2 lo scrittore Gesualdo Bufalino. I due autori \u2013 lui genovese, lei palermitana \u2013 dichiarano \u201cdal pi\u00f9 profondo del cuore\u201d di considerare spostamenti, peregrinazioni, relazioni, intrecci e \u201cstretta parentela\u201d tra Liguri e Siculi, tra le due citt\u00e0 e le due regioni \u201cintense e importanti pagine della Storia\u201d: una storia che, insieme all\u2019archivista-storico siciliano Carmelo Trasselli, gli autori concordano nel definire \u201cstoria velata\u201d o \u201cstoria nascosta\u201d a significare che \u00e8 tutta da scoprire, studiare e approfondire: e loro lo stanno facendo nelle loro opere. Per tali motivi con l\u2019Editrice S.E.S., \u201csotto la consulenza editoriale di Stefano D\u2019Oria\u201d, hanno pubblicato nel 2014 il loro terzo accuratissimo lavoro, \u201cUn\u2019idea di mare. Scorci di storia mediterranea dei Liguri in Sicilia\u201d, titolo davvero affascinante per \u201cun\u2019opera \u2013 come, nel corso della presentazione alla Biblioteca Gallino, s\u2019\u00e8 espressa la studiosa Sara Gadducci che ne ha curato la parte redazionale \u2013 solo apparentemente esile ed esigua, ma in realt\u00e0 densa e corposa per ricchezza di fatti storici rievocati e descritti, di dati raccolti e passati in rassegna, di doviziose e illuminanti note\u201d. Come \u00e8 gi\u00e0 avvenuto per i precedenti libri, \u201cA volo di gabbiano. Storia e amore tra Genova e Palermo\u201d del 2010 e \u201cDi terra, di mare. Santa Maria della Cella una chiesa sul Mediterraneo\u201d del 2011, chi scrive \u00e8 certo che anche questo terzo frutto di un impegno cos\u00ec costante e cos\u00ec rimarchevole dei nostri due autori \u2013 a tutti gli effetti sampierdarenesi ad honorem \u2013 merita successo e soprattutto non deluder\u00e0 curiosit\u00e0 e interesse dei lettori che auspichiamo numerosi.<br \/>\nFatta questa necessaria e doverosa premessa, eccoci alla recensione vera e propria. L\u2019accattivante libro, impreziosito da oltre cinquanta illustrazioni di vario tipo, conta poco meno di duecento fittissime pagine e comprende cinque appassionanti e appassionati capitoli, definiti nel sottotitolo dagli stessi autori \u201cScorci di storia mediterranea dei Liguri in Sicilia\u201d. Nei capitoli si ripercorrono lunghe, complesse e talvolta tormentate vicende che si snodano per svariati secoli: dal mito (che vede Cycnus, giovane musicalmente dotato, re de Liguri, \u201c dei del mare\u201d come li defin\u00ec Petrarca e \u201cun popolo mediterraneo preceltico, il pi\u00f9 antico conosciuto del continente europeo\u201d a detta di Taviani) e dalla storia tormentata e composita del passato pi\u00f9 remoto (\u201cpopolo difficile da domare\u201d e \u201cdi ignoranti e bugiardi\u201d per Catone, di  \u201cmercanti, pirati e valorosi guerrieri\u201d per Erodoto) su su fino al medioevo e all\u2019era moderna, epoche in cui \u201ci Genovesi assunsero in Sicilia una presenza pressoch\u00e9 continua\u201d come testimoniano anche i nomi delle nobili famiglie ivi installatesi: Ventimiglia, Pallavicino, Centurione, Vento, Arecco, Anfossi, Giustiniani, Doria e altre, ma \u201csegni di questi Genovesi e Liguri li possiamo trovare un po\u2019 ovunque a cominciare dai porti: Messina, Siracusa, Trapani e Palermo\u201d. Si susseguono pagine e pagine di avvenimenti dettagliatamente descritti e che, attraverso vicende e avvenimenti anche minuti di microstoria, finiscono per offrire un ampio e variegato quadro d\u2019assieme da far rientrare a buon diritto nella macrostoria, dando ad esse, com\u2019era da aspettarsi, base erudita e consistenza informata. Dir\u00f2 subito che, nonostante la complicazione delle vicende e delle relazioni tra le due citt\u00e0 e le due regioni quivi descritte, caratteristiche primarie di questa fatica, oltre la puntuale precisione dei fatti narrati, sono chiarezza delle esposizioni, scorrevolezza dei resoconti e freschezza della lingua. E non era facile in quanto, per tante ragioni, i fatti narrati comprendono in particolare e in prevalenza pi\u00f9 \u00e0mbiti che vanno dal Mito alla Storia e alla Geografia, dall\u2019Arte alle Tradizioni popolari fino alla Linguistica (vi sono nomi che segnalano importanti riferimenti tra Liguria e Sicilia solo che si pensi, ad esempio, a \u201cSegesta Tigulliorum\/Sestri Levante, Erice\/Lerici, Entella fiume ligure e citt\u00e0 della Sicilia\u201d; ed inoltre sono dette \u201ccaruggi\u201d le viuzze di Caltagirone, insediamento genovese risalente all\u2019anno Mille), ai Documenti e agli Atti notarili presenti tanto nell\u2019Archivio di Stato di Genova (\u201cespressione pubblica dei rapporti fra le Nazioni\u201d) quanto in quello di Palermo (espressione dei \u201crapporti privati interni alle Nazioni\u201d), e non solo. S\u00ec, \u00e8 un volume da acquistare, tutto da leggere e gustare nelle sue sfaccettature note e ignote, nei suoi aspetti risaputi od oscuri, nelle sue affascinanti e insolite curiosit\u00e0, nei suoi percorsi lineari o complessi, sempre proposti senz\u2019alcuna saccente presunzione, bens\u00ec con quel garbo ben accetto e quella pregevole eleganza linguistica e filologica che sono indice di scrupolosa applicazione e attento studio. \u201cUn\u2019idea di mare\u201d si richiama principalmente al Mare Mediterraneo \u2013 quel \u201cgrande lago salato\u201d e quello \u201cspecchio di civilt\u00e0\u201d come ebbe a definirlo lo storico francese Fernand Braudel, qui pi\u00f9 volte richiamato \u2013 che costituisce fondamento e sta alla base di tutte le indagini e di tutti gli studi condotti (e qui esposti) con diligente passione dai nostri due autori. Sono loro a vedere, considerare e descrivere il Mediterraneo come una lunga e larga strada maestra che non solo non allontana  affatto le due citt\u00e0 e le due regioni (efficace l\u2019esempio del marinaio genovese trasportato dalle correnti addirittura a Levanzo, \u201cgeologicamente la pi\u00f9 antica delle Egadi\u201d, ov\u2019\u00e8 sepolto), ma anzi, ieri come oggi, ne sprona e ne favorisce l\u2019avvicinamento tra i due mondi, solo apparentemente lontani. Se l\u2019interesse storico per questi contatti tra le due citt\u00e0, Genova e Palermo, risalgono ai primi anni \u201950, l\u2019occasione primaria che suscita grande interesse al tema sta nelle celebrazioni per il IV Centenario (1576-1976) dell\u2019edificazione della Chiesa di San Giorgio dei Genovesi a Palermo, seguite da convegni e incontri che si ripetono nel 1978 (prima a Palermo e poi a Genova), nel 1980 e nel 1984 con la predisposizione di mostre e con la pubblicazione di atti e cataloghi. Ma l\u2019interesse non si ferma: e se l\u2019ultimo convegno di studi ha avuto luogo a Palermo nel dicembre 2011, nel corso di quest\u2019anno e nel prossimo da parte dell\u2019Istituto Internazionale di Studi Liguri sono previste conferenze sul tema del \u201cmillenario rapporto storico tra la Liguria e la Sicilia\u201d. E dovrei soffermarmi perfino sull\u2019insolito interscambio di Santi tra una citt\u00e0  e l\u2019altra, tra una regione e l\u2019altra: San Giorgio da Genova a Palermo e non solo, e Santa Rosal\u00eca da Palermo e dalla Sicilia a varie localit\u00e0 della Liguria. A mio parere, tuttavia, il filo rosso sotteso a questo loro ennesimo duplice impegno \u00e8 costituito \u2013 apprezzabile e bella invenzione davvero \u2013 dalla sezione che conclude ogni capitolo: \u201cParliamone con\u2026\u201d. Coinvolgendo il lettore in prima persona in un serrato ed elevato dialogo condotto dai due autori sui personaggi e sugli avvenimenti di cui si dice nel libro, i quali, con domande appropriate e particolareggiate, interrogano approfonditamente storici o esperti di primaria grandezza. Oltre a sviluppare e soddisfare compiutamente la linea storico-narrativa qui magistralmente intessuta, si tratta indubbiamente di pagine che servono ad alleggerire e rendere pi\u00f9 gradevole e vivo un discorso di alto livello, sicuramente complesso e condensato perch\u00e9 fittamente mito-storico e preziosamente documentale, tutto indagato e impostato com\u2019\u00e8 su dati e date, su documenti consultati de visu: discorso che, tra l\u2019altro, qualora fosse stato privo della convinta ed emotiva partecipazione dei due autori, poteva rischiare di risultare puramente accademico e di fredda erudizione, se non addirittura di noiosa pesantezza. Le conversazioni dell\u2019Oriati e della Rizzuto con autentici esperti e storici di valore del settore storico costituiscono, a mio parere, e danno forma non soltanto al filo rosso di cui s\u2019\u00e8 appena detto, ma hanno il pregio indiscutibile di collegare e fondere agevolmente il tutto di impronta narrativa e narratologica nello stesso amalgama mito-storico-geografico-artistico di cui s\u2019\u00e8 detto. * Gi\u00e0 allievo di Giorgio Costamagna, rinomato studioso di tachigrafia in uso dai notai genovesi, il primo esperto interpellato \u00e8 Aldo Agosto, autore di studi e pubblicazioni su Cristoforo Colombo e a lungo direttore delle tre sezioni dell\u2019Archivio di Stato di Genova: quella Notarile \u201cconserva i pi\u00f9 antichi registri notarili del mondo: 1154-1850\u201d; nessuno come lui \u00e8 ben addentro e capace di svelare e far conoscere a tutti le segrete cose della storia di Genova (stemma compreso). *Segue l\u2019intervista a Franco Bampi, conoscitore e cultore a tutto campo della eccelsa e antica lingua \u201czeneise\u201d (lingua proprio perch\u00e9 con essa si pu\u00f2 dire tutto), affabulatore in grado di incantare qualsivoglia uditorio per l\u2019ampia conoscenza della Storia che riguarda Genova-commonwealth in ogni suo aspetto pi\u00f9 curioso, vitale e recondito. *La terza personalit\u00e0 interrogata \u00e8 la studiosa Gabriella Airaldi, colei che, in ogni possibile anfratto socio-temporale e storicamente inteso, ha sondato i tempi e gli sviluppi proprio della Storia, grande e minuta, gloriosa e complicata, che concerne la nostra citt\u00e0. *\u00c8 la volta, quindi, di Antonino Giuffrida, il quale, da funzionario dell\u2019Archivio di Stato, ha ampliato e approfondito le proprie conoscenze a Roma e a Parigi alla prestigiosa e insuperabile scuola del grande storico francese gi\u00e0 menzionato Fernand Braudel, colui che motivatamente defin\u00ec Genova \u201ccitt\u00e0-mondo\u201d ed \u201ceconomia-mondo\u201d e al quale il Comune di Genova meritatamente confer\u00ec la \u201ccittadinanza onoraria\u201d. *Si passa quindi a Pietro Corrao, oggi docente dell\u2019Ateneo palermitano, gi\u00e0 visiting professor a Barcellona, a Valencia e a Oxford per la Storia medievale e tardo medievale, interessato in ispecie alla Corona d\u2019Aragona e alla Monarchia siciliana: argomenti che sono parte centrale del libro di Oriati e Rizzuto. *Si conclude con Valeria Patti, laureata in Scienze storiche proprio con una tesi sulla Palermo dei vicer\u00e9; da notare che la studiosa \u00e8 stata ed \u00e8 impegnata nell\u2019organizzazione di svariati eventi a sfondo storico presso l\u2019Universit\u00e0 di Palermo, oltre a proseguire i suoi studi per la laurea magistrale sull\u2019archivista-storico siciliano Carmelo Trasselli, che non solo frequent\u00f2 Fernand Braudel, ma dello storico francese divenne confidente e amico tanto da averlo ospite in Sicilia, regione di cui lo storico francese era innamoratissimo cos\u00ec da recarvisi e soggiornarvi con inconsueta frequenza. Tra l\u2019altro la Patti ha presentato, come ebbe a suo tempo a fare il sottoscritto, \u201cA volo di gabbiano. Storia e amore tra Genova e Palermo.\u201d, opera in cui gi\u00e0 si tracciavano e ripercorrevano le relazioni tra le due citt\u00e0 e le due regioni. A conclusione dir\u00f2 dall\u2019impegnativa e feconda opera qui esaminata emerge e si evidenzia che il motivo per cui, a differenza dei Catalani, i Genovesi furono ben accetti e non furono mai avversati in Sicilia \u00e8 perch\u00e9 i Genovesi non erano mai spinti da volont\u00e0 di conquista o di occupazione militare, ma, mirando esclusivamente al commercio e agli interessi economici, cercavano di instaurare rapporti tesi alla concordia e non allo scontro.<\/p>\n<p>Benito Poggio<\/p>\n<p>*Mirco Oriati\u2013Rossana Rizzuto, Un\u2019idea di mare. Scorci di storia mediterranea dei Liguria in Sicilia, Ses Genova.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I due autori, Mirco Oriati e Rossana Rizzuto, sono gi\u00e0 noti, come zelanti ricercatori e seri studiosi, ai lettori del \u201cGazzettino sampierdarenese\u201d per i loro interessanti e stimolanti articoli che &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":66,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-128","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.seseditoria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/128","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.seseditoria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.seseditoria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.seseditoria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.seseditoria.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=128"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.seseditoria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/128\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":129,"href":"https:\/\/www.seseditoria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/128\/revisions\/129"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.seseditoria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/66"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.seseditoria.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=128"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.seseditoria.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=128"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.seseditoria.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=128"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}